28 4 2026

Francesco Giacobbe sull’Accordo di libero scambio Australia-UE

Impatto strategico dell’Accordo di libero scambio tra Australia ed Unione Europea: il punto di vista di Francesco Giacobbe.

 

L’On. Dott. Francesco Giacobbe vanta un percorso unico che intreccia esperienza accademica, business internazionale e impegno pubblico tra Italia e Australia. Trasferitosi a Sydney nel 1982, ha vissuto e lavorato stabilmente tra i due Paesi, sviluppando una conoscenza diretta e approfondita delle dinamiche economiche, politiche e culturali che ne caratterizzano le relazioni bilaterali.

In un’epoca definita da tensioni geopolitiche e interruzioni delle catene di approvvigionamento, le sue riflessioni sull’Accordo di libero scambio tra Australia e Unione Europea (FTA)- concluso nel marzo 2026 dopo otto anni di negoziati– vanno oltre la semplice interpretazione delle politiche: offrono una visione concreta di come il commercio globale stia venendo ridefinito nella pratica.

 

Un reset strategico per il Commercio globale

Il commercio globale non è più guidato esclusivamente dall’efficienza. Resilienza, diversificazione e allineamento strategico sono diventati le nuove priorità. In questo contesto, il recentemente concluso Accordo di libero scambio tra Australia ed UE rappresenta un cambiamento decisivo nelle dinamiche del commercio globale.

L’accordo è estremamente significativo, non solo dal punto di vista commerciale, ma anche strategico,” afferma il Dott. Giacobbe. “In un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche, dal ritorno del protezionismo e dalla necessità di garantire la sicurezza delle catene di approvvigionamento, rappresenta un passo avanti fondamentale.”

Per l’Europa, ed in particolare per l’Italia, l’accordo rafforza il rapporto con un partner stabile nell’area Indo-Pacifico. Per l’Australia, apre la strada ad una più profonda integrazione con uno dei più grandi blocchi economici al mondo.

 

Basi solide, potenziale ancora inespresso

L’importanza strategica dell’accordo emerge con maggiore chiarezza se analizzata attraverso i flussi commerciali esistenti.

L’Italia è già un partner commerciale europeo chiave per l’Australia, con esportazioni che hanno raggiunto circa 5,7 miliardi di dollari USA nel 2024, trainate da settori ad alto valore aggiunto come macchinari, prodotti farmaceutici, veicoli e manifattura avanzata. Al contrario, le esportazioni australiane verso l’Italia rimangono relativamente contenute, circa 568 milioni di dollari USA nel 2025, composte principalmente da materie prime come ferro e acciaio, lana e prodotti agricoli.

Questo squilibrio evidenzia una dinamica ben nota:

  • La forza europea nella manifattura avanzata
  • Il ruolo dell’Australia come fornitore di risorse primarie

A livello più ampio, il commercio tra Australia e Unione Europea ha superato i 91 miliardi di euro nel 2024. Tuttavia, nonostante queste solide basi, dazi, complessità normative e catene di approvvigionamento frammentate hanno storicamente limitato la crescita. L’FTA è stato concepito proprio per colmare questo divario.

 

Dalla Politica alle opportunità concrete

Uno degli impatti più immediati dell’accordo è l’eliminazione di oltre il 99% dei dazi sulle esportazioni dell’UE verso l’Australia, migliorando in modo significativo l’accesso al mercato e la competitività dei costi.

“Le opportunità sono concrete e rilevanti,” spiega il Dott. Giacobbe. “Diventerà più facile, competitivo ed economicamente vantaggioso per le imprese europee accedere al mercato australiano.”

Per le aziende italiane ed europee, ciò si traduce in:

  • Riduzione dei costi di esportazione
  • Maggiore certezza per gli investimenti a lungo termine
  • Rafforzata tutela delle indicazioni geografiche
  • Maggiore competitività globale

 

Settori chiave destinati a crescere

I benefici dell’accordo non saranno distribuiti in modo uniforme, ma si concentreranno nei settori in cui Europa e Australia sono naturalmente complementari.

“Sul piano industriale: macchinari, automotive, chimica e manifattura avanzata,” afferma il Dott. Giacobbe. “Per l’Italia, i settori ad alto valore del Made in Italy rappresentano una grande opportunità.”

Tra gli altri settori destinati a espandersi:

  • Agroalimentare (vino, formaggi e prodotti premium)
  • Servizi finanziari e professionali
  • Settore marittimo e logistico
  • Industrie digitali e dell’innovazione

Inoltre, l’accordo si inserisce in trasformazioni strutturali di lungo periodo.

“La combinazione tra le capacità industriali europee e l’accesso dell’Australia a materie prime critiche crea nuove opportunità, soprattutto nella transizione verde e digitale.”

 

Costruire catene di approvvigionamento più resilienti

Oltre ai volumi commerciali, l’FTA segna una trasformazione più profonda nel modo in cui le catene di approvvigionamento vengono strutturate.

“Questo accordo offre un’opportunità concreta per costruire catene del valore più solide e diversificate, riducendo la dipendenza da singoli mercati,” osserva il Dott. Giacobbe.

Il crescente ruolo dell’Australia come fornitore di minerali critici rafforza la sua rilevanza strategica per il futuro industriale europeo.

Il risultato è una transizione verso:

  • Maggiore sicurezza degli approvvigionamenti
  • Partnership bilaterali più solide
  • Collaborazioni industriali di lungo periodo
  • Maggiore resilienza delle supply chain

 

Una partnership che va oltre l’Economia

Sebbene le implicazioni economiche siano rilevanti, il Dott. Giacobbe sottolinea che il valore più profondo dell’accordo va oltre.

“Questo va ben oltre il commercio. Riflette una partnership più profonda tra due regioni che condividono valori democratici, un impegno per la stabilità globale e la volontà di cooperare su sfide comuni.”

Sottolinea inoltre il ruolo della comunità italiana in Australia come ponte fondamentale—spesso sottovalutato—capace di rafforzare i legami non solo economici, ma anche culturali e istituzionali.

 

Dall’Accordo all’operatività

Gli accordi commerciali definiscono il quadro, ma i risultati dipendono dall’attuazione. Gli operatori della logistica e delle supply chain avranno un ruolo decisivo nel tradurre la politica in impatto reale.

Aziende come Avion Italia e Avion Australia sono ben posizionate per facilitare questa trasformazione, rendendo più fluidi i flussi commerciali tra Europa e Australia. “Le procedure semplificate introdotte dall’accordo consentiranno operazioni più efficienti, un miglioramento del servizio e una maggiore attenzione al cliente,” afferma il Dott. Giacobbe.

 

Un cambiamento strutturale, non un vantaggio temporaneo

L’Accordo di Libero Scambio tra Australia e UE è più di un semplice accordo commerciale: rappresenta una ricalibrazione strutturale del modo in cui due grandi regioni interagiscono in un contesto globale volatile.

Il suo vero valore non risiede solo nella riduzione dei dazi, ma nella capacità di ridefinire le catene di approvvigionamento, rafforzare le partnership e allineare interessi strategici di lungo periodo.

Alla base, l’accordo riafferma un principio fondamentale: le relazioni economiche durature non si costruiscono solo sul commercio, ma sulla fiducia, sui valori condivisi e sull’allineamento strategico.

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